Mente e corpo uniti
Articolo pubblicato su “Elisir di Saluto” – n.07/08-2021
A cura di Nieves Lopez
Avvicinarsi alla pratica dello Yoga Correttivo® significa imparare a conoscere un po’ meglio il nostro corpo, scoprendo come funziona, decondizionandolo dagli automatismi quotidiani che lo bloccano.
Si tratta infatti di un particolare approccio tecnico, accessibile a tutti, che promuove l’esplorazione e la capacità di essere presenti nel corpo mentre si esegue una posizione.
Unione di mente e corpo
Durante la pratica dello Yoga Correttivo® viene sollecitata una presenza attiva, capace di generare movimenti o cambiamenti all’interno del proprio corpo.
Questo non solo favorisce un miglioramento fisico, ma aiuta a sviluppare consapevolezza e sensibilità.
Scoprire il corpo da una nuova prospettiva, in cui il movimento funzionale si integra alla postura, offre un modo più profondo di praticare Yoga.
Questo tipo di pratica aiuta a diminuire le tensioni, facilita l’apprendimento del rilassamento corporeo e mentale e rinforza il sistema nervoso.
L’obiettivo è mettersi alla prova fisicamente e mentalmente, per stimolare la propria resilienza e ritrovare un equilibrio tra calma e forza interiore.
Perché si chiama “Correttivo”?
Il termine “correttivo” potrebbe generare confusione, in quanto spesso associato a un’idea rigida dello Yoga.
Tuttavia, lo Yoga Correttivo® non è diverso dallo Yoga tradizionale, ma applica la consapevolezza fisica a livelli più profondi.
Ogni posizione è guidata da un ascolto interiore, che permette alla pratica di svilupparsi dall’interno, attraverso una mente centrata e presente.
Una delle particolarità dello Yoga Correttivo® è l’uso degli attrezzi.
Questi strumenti non sono obbligatori, ma rappresentano un valore aggiunto alla pratica.
Tra gli attrezzi più utilizzati troviamo:
- Cuscini
- Coperte
- Mattoni di gomma
- Muro
- Sedia
- Corde al muro
L’uso degli attrezzi aiuta a facilitare le pratiche più morbide e rilassanti, ma anche a progredire verso una pratica fisica più avanzata.
Praticare con consapevolezza e sicurezza
Nello Yoga Correttivo®, la consapevolezza si ottiene attraverso la presenza e l’attenzione in ogni posizione.
Spesso il movimento veloce distrae dalla percezione reale di ciò che sta accadendo nel corpo.
La pratica si concentra sia sul movimento lento sia sulla postura, con l’obiettivo di sviluppare un respiro aperto e una maggiore percezione corporea.
Una pratica consapevole aiuta a:
- Acquisire centratura
- Aprire la respirazione con tecniche mirate
- Conoscere meglio il proprio corpo
- Praticare in modo graduale e sicuro
- Attivare l’attenzione, l’osservazione interna e la sensibilità
Muovere una sola parte del corpo
Durante le lezioni viene proposta sia una pratica più fluida, sia una pratica più graduale, in cui il praticante impara a muovere solo alcune parti del corpo senza compensare con altre zone.
Questo esercizio aiuta a rompere gli automatismi e a creare nuovi schemi di movimento.
Esempi pratici:
- Ruotare il torace: spesso il principiante muove anche la testa e il bacino. Imparare a isolare il torace evita compensazioni e crea maggiore mobilità nella parte alta della schiena.
- Portare le braccia oltre la testa: in alcuni casi, il praticante spinge il torace in avanti senza realmente attivare l’apertura delle spalle.
Questi piccoli dettagli fanno la differenza nel migliorare postura e mobilità.
Gestire la forza di gravità
La forza di gravità influisce sulle articolazioni e sulla postura.
Nello Yoga Correttivo® è importante imparare a gestire il peso del corpo per creare spazio nelle articolazioni e migliorare la respirazione.
Ad esempio, in Tadasana (posizione della montagna) non si tratta solo di stare in piedi, ma di distendersi verso l’alto opponendosi alla gravità, rilassando alcune parti del corpo mentre se ne attivano altre.
Una pratica consapevole
Con il tempo, le persone riescono ad attivare una pratica più consapevole, migliorando la connessione con il proprio corpo.
Nello Yoga Correttivo® si impara ad ascoltare e osservare il rapporto tra le diverse parti del corpo, facilitando il cambiamento e il miglioramento della postura.
Esempi pratici:
- Nei pieghi in avanti, il praticante impara la differenza tra flessione dell’anca e flessione lombare, proteggendo la zona lombare da infortuni.
- Negli allungamenti all’indietro, si impara a creare apertura nella parte alta del torace, evitando di comprimere la parte bassa.
- Nelle torsioni, si impara a decomprimere le vertebre prima di creare movimento, per evitare tensioni nella zona cervicale.
Per una pratica corretta, è importante usare le asana per entrare nel corpo, e non usare il corpo per entrare nelle asana.
Le posizioni diventano uno strumento di esplorazione, aiutando a sviluppare conoscenza e consapevolezza corporea.
Quando aumenta la capacità di osservare il proprio corpo, i cambiamenti arrivano
Un’osservazione più attenta aiuta a creare sicurezza nella pratica e a prevenire infortuni.
Benefici di una pratica più consapevole:
- Renderti conto che portare la testa in avanti chiude le spalle
- Notare che far crollare il torace crea tensioni nella zona cervicale
- Comprendere come migliorare il diaframma per un respiro più efficace
Tutto questo permette di gestire meglio le limitazioni fisiche, migliorando la propria intelligenza corporea e progredendo verso una pratica più avanzata.


